L’intreccio del reale e dell’immaginario nel racconto dei testimoni

L’intreccio del reale e dell’immaginario nel racconto dei testimoni

Silvano Tagliagambe, pp. 31-44

Questo articolo esamina il complesso intreccio tra percezione visiva, memoria e immaginazione che interagiscono profondamente nella ricostruzione delle immagini degli oggetti frutto delle relazioni con i processi del mondo esterno e delle modifiche che questi causano nell’organizzazione interna del nostro corpo quando entriamo in contatto con essi. Gli esiti ai quali perviene la trattazione sono il risultato di un excursus storico da Giordano Bruno ai più recenti risultati delle neuroscienze, passando attraverso Leopardi, Florenskij e Wittgenstein. Il complesso intreccio che emerge da questa analisi si presenta come una sorta di “filtro creativo” attraverso cui passano tutte le modalità e le forme della rappresentazione dell’ambiente esterno. Ne consegue la necessità di tenere conto del fatto che le cosiddette “verità” si sovrappongono e si intrecciano con l’immaginario, in modo da non rendere per nulla agevole distinguere e separare il reale da esso. Questo avviene anche per quel che riguarda la verità nei processi giudiziari: anche in questo caso infatti non è sempre detto e non è affatto indiscutibile che una testimonianza sia emessa da un punto di vista genuino e rispondente a quanto è effettivamente accaduto. Per questo motivo, le “verità” non possono essere prese come un “dato” e come un qualcosa di inconfutabile, ma devono essere attentamente vagliate, soppesate, “lette in profondità” e interpretate attraverso il supporto di un attento pensiero critico.

Parole chiave: Percezione visiva, memoria, immaginazione, filtro creativo, ambiente esterno, verità, processi giudiziari.

 

The intertwinement of real and imaginary in witnesses’ account.

This paper examines the complex interweaving among visual perception, memory and imagination which deeply interact in the reconstruction of images of objects with the external world processes and the changes these cause in the internal organization of our body when we are in touch with it. The research analyses is conducted through an historical excurses starting from Jordan Bruno to the most recent results of neurosciences, weaving through Leopardi, Florenskij, and Wittgenstein. The complex intertwinement creates a sort of “creative filter” through which all ways and forms of the external environment representation goes through. The outcome is the need to take into account that the so-called “truths” overlap and interweave, in a way that is not so easy to disentangle and separate the real from the imaginary. This happens even with the truth in judicial processes for which it is not always and indisputable that a sentence is emitted from a true and real point of view. For this reason, the “truths” cannot be taken as “given” and irrefutable, but should be carefully assessed, weighed and “read in depth” and interpreted through the support of waking and critical thinking.

Keywords: Visual perception, memory, imagination, creative filter, external environment, truth, judicial processes.

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